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Che cosa significa pensare dopo Auschwitz?


  • Biblioteca Cantonale di Locarno (mappa)

Con l’omicidio amministrato di milioni di persone la morte è diventata cosi temibile come mai prima era stata. Non vi è più alcuna possibilità che essa entri nella vita vissuta dei singoli concordando in qualche modo con il suo decorso. L’individuo viene espropriato della cosa ultima e più misera rimastagli. Che nei campi di concentramento non fu più l’individuo a morire, ma l’ esemplare, modifica necessariamente anche il morire degli scampati al provvedimento. Il genocidio è l’integrazione assoluta, che si prepara ovunque gli uomini vengono omologati, come si dice in gergo militare ‘scafati’, finché essi, variazioni del concetto della loro completa nullità, vengono letteralmente eliminati. Auschwitz conferma il filosofema che la pura identità è la morte

— Theodor W. Adorno (1966)

Venerdì 6 dicembre 2019

16.30

Stefano Vassere, Dir. SBT
Saluti

Nicola Emery, Fondazione Max Horkheimer e USI
Introduzione
Horkheimer, Adorno e il crollo di civiltà

Olivier Voirol, Uni Lausanne e ISF Frankfurt
La recherche comme expérience

Paola Gnani, Ferrara
E la disperazione divenne poesia. Scrivere dopo Auschwitz a partire da Auschwitz: Paul Celan e Theodor W. Adorno con ascolto letture di P. Celan


Sabato 7 dicembre 2019

9.30-13.00

Nicola Emery, Fondazione Horkheimer e USI
Apertura sessione

Ilaria Fornacciari e Carole Berset, Philosophie.ch - Swiss Portal for Philosophy
Saluti e introduzione agli strumenti del portale svizzero per la filosofia

Carlo Bordoni, Firenze
Adorno e Bauman: Olocausto e ambivalenza della modernità

Ugo Balzaretti, Institut des Humanités dans Médecine – CHUV – Université de Lausanne
“Solidarietà con la metafisica nel momento del suo crollo”. Adorno pensatore critico dell’assoluto

Virginio Pedroni, Lugano, SFSI
“Poter credere di essere stato un buon animale”. Adorno e la filosofia morale

Carlo Salzani, Messerli Research Institut, Università di Vienna
L’epoca dei campi di concentramento: Adorno, Agamben e Auschwitz

14.30

Stefan Müller-Doohm, Adorno-Forschungsstelle, Universität Oldenburg
Aspects of Adorno’s Critical Theory of Culture

Stefano Petrucciani, Università La Sapienza, Roma
Cosa significa filosofare? Il concetto di filosofia e le sue difficoltà

Spazio Elle, Piazza G. Pedrazzini 12, Locarno

dalle 18.00

Stefano Marino, Alma Mater Studiorum, Uni Bologna
Esperienza estetica, contenuto di verità e impegno politico nella popular music a partire da Adorno con ascolti musicali da Schönberg a Rage against the machine

Performance di Gabriele Frasca, Uni. Salerno con cyop & kaf, Napoli
Lo Spopolatore di Samuel Beckett
segue dialogo con G. Frasca

Mostra modelli ispirati al testo di Beckett eseguiti da studenti dell’Accademia di Architettura di Mendrisio (USI) e Università IUAV di Venezia

Intervento di Sara Marini, IUAV e Nicola Emery

A seguire cena vegana a cura dell’Officina del gusto


Domenica 8 dicembre 2019

10.00-13.00

Nicola Emery, Fondazione Max Horkheimer e USI
Apertura Sessione

Giovanni Matteucci, Alma Mater Studiorum, Uni Bologna
L’estetico come apparenza musicale del senso in Adorno

Daniel Payot, Uni. Strasbourg
Une figure récurrente de la dialectique négative: le clown

Termine convegno ore 13

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30 novembre

Organizzare il pessimismo

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2 dicembre

Prospettiva utopia