Poco prima di pubblicare nel 1918 l’opera del suo clamoroso esordio, Lo spirito dell’utopia, Ernst Bloch abbandonò la Germania con la sua compagna Else von Stritzky, una valente pianista. Fuggirono in Svizzera, come fecero numerosi altri oppositori alla guerra (fra gli altri anche Hugo Ball e Walter Benjamin). Vi sarebbero rimasti fino al ’19, soggiornando a Berna, a Thun, a Interlaken. Tuttavia, la prima casa che li accolse, quasi una capanna, era situata poco sopra Locarno, probabilmente ai Monti della Trinità. Nonostante la guerra e nonostante la malattia mortale che già sfiniva la giovane Else, qui, non lontano da Monte Verità, si misero in ascolto di quella musicale “stella dell’utopia“ che, scrisse Bloch, è “nel sangue di ogni cosa”. La Svizzera fu poi di nuovo la destinazione di Ernst Bloch, nel ’33, quando assieme alla terza moglie Karola Piotrkowska emigrò dalla Germania hitleriana. In quanto ebrei e comunisti sarebbero stati quasi certamente deportati in un lager, come i genitori di Karola che furono entrambi annientati a Treblinka. Ma Ernst e Karola poco dopo il loro espartrio, proprio a Locarno (ad Ascona viveva una figlia del filosofo), furono arrestati, poi incarcerati a Bellinzona e sottoposti a un lungo periodo di sorveglianza speciale da parte della polizia degli stranieri, culminato – dopo la laurea in architettura di Karola al Politecnico di Zurigo – nella loro definitiva espulsione dalla Confederazione, totalmente arbitraria, nel settembre del ’34.
Agli anni di questo secondo tristissimo esilio si lega un’altra celebre opera di Bloch, Eredità di queso tempo, nella quale è importante il confronto critico con Ludwig Klages e Carl Gustav Jung. L’incidenza di questi interpreti del mondo arcaico del mito sulla fondazione nel 1933 dell’asconese circolo di Eranos è d’altra parte ben nota. Anche per cominciare ad affrontare il rapporto di Ernst Bloch con la Svizzera e con alcune esperienze e presenze culturali fra le maggiori della Svizzera italiana, oltre che per contribuire a rileggere l’intera opera di uno dei maggiori filosofi del Novecento, questa sesta edizione degli Incontri internazonali Max Horkheimer gli è dedicata. Senza tralasciare di confrontarci con lo sfondo nichilistico rispetto al quale la luce blochiana dell’utopia aiuta ancora a riflettere, e forse ancora a resistere, a compiere una sorta di permanente esodo, necessario oggi ancor più di cento anni fa.
Venerdì 2 dicembre 2022
Mattina
9.30
Nicola Emery, Fondazione Max Horkheimer
Fra nichilismo e utopia, le ragioni di un convegno
9.45
Manfred Gangl, Hochschule Fulda
Ernst Bloch et le socialisme critico-utopique
10.30
Vittorio Morfino, Università di Milano-Bicocca
Ernst Bloch e il ripensamento del materialismo storico
11.15
Pausa
11.30
Haud Gueguen, Cnam, Paris
Le concept d’utopie concrète et son actualité
Pomeriggio
14.30
Stefano Vassere, Direttore biblioteche cantonali
Saluto
14.45
Raffaele Carbone, Università degli studi di Napoli Federico II
Bloch lettore di Spinoza: ontologia ed emancipazione
15.30
Nicola Alessandrini, Università degli studi di Ferrara
La sinistra aristotelica e la forza cardiaca della materia
16.15
Pausa
16.30
Gerardo Cunico, Università di Genova
Dimensioni di un materialismo utopico
18.45
Chiusura sessione
Sabato 3 dicembre 2022
Mattina
9.00
Anna Czajka, Università UKSW, Varsavia
Testimonianze e riflessioni sulle esperienze di Bloch in Svizzera e con la Svizzera
9.30
Gabriele Guerra, Sapienza, Università di Roma
“Noi qui in Svizzera quotidianamente accogliamo nuove cose”.
Passioni e tensioni tra Hugo Ball ed Ernst Bloch, 1917-1921
10.15
Pausa
10.30
Olivier Voirol, Università di Losanna
L’esprit de l’utopie et le dépassement du patriarcat.
Ernst Bloch et Erich Fromm à propos de J. J. Bachofen
11.15
Nicola Emery, Fondazione Max Horkheimer
Bloch (e Benjamin) in dialogo critico
con Monte Verità e Eranos
Pomeriggio
14.00
Immacolata Amodeo, Dir. Ernst Bloch Zentrum, Ludwigshafen
Utopia nel quotidiano di un istituto di cultura e ricerca: Ernst-Bloch-Zentrum der Stadt Ludwigshafen am Rhein
14.30
Michael Löwy, Direttore di ricerca presso il CNR e EHESS Paris
Lumières du Romantisme
Ernst Bloch et Theodor W. Adorno
15.30
Laura Boella, Università degli studi di Milano
La difficoltà dell’inizio
17.00
Chiusura Convegno